Obblighi fiscali per le società sportive dilettantistiche

Oggi chiariremo alcuni concetti: quali sono gli obblighi fiscali delle società sportive dilettantistiche? 

Le ASD e le SSD promuovono lo sport e l’attività fisica a livello locale, però devono anche comprendere e adempiere agli obblighi fiscali specifici che li regolano.

Perché devono avere una gestione corretta?

La gestione fiscale corretta ne assicura una conformità con le leggi, ma contribuisce anche alla sostenibilità finanziaria e alla credibilità dell’associazione.

Regime fiscale e dichiarazioni?

In Italia, le società sportive dilettantistiche possono accedere a regimi fiscali agevolati, purché rispettino alcuni criteri, come la promozione dello sport amatoriale e l’assenza di scopo di lucro.

Cosa deve fare un’ASD?

Le ASD sono tenute a presentare annualmente la dichiarazione dei redditi, inclusi i dettagli delle attività svolte, dei redditi percepiti e delle spese sostenute. La trasparenza e l’accuratezza sono cruciali. Ti eviteranno sanzioni ed allo stesso tempo ti garantiscono l’accesso ai benefici fiscali.

Conserva in modo ordinato tutti i documenti fiscali e contabili della tua ASD.

Inoltre, tienili a disposizione per eventuali controlli da parte delle autorità fiscali.

Cosa ti suggerisco di fare:

Adotta un sistema di archiviazione digitale. Ti aiuterà a mantenere “ordine” e ti faciliterà l’accesso alle informazioni in caso di necessità.

Ricorda: una comprensione chiara di questi requisiti e una gestione attenta e precisa possono prevenire complicazioni legali e finanziarie, contribuendo al successo e alla crescita dell’associazione.

“Bar” negli Enti Sportivi

Una delle domande frequenti è: posso avere un “bar” all’interno del mio Impianto Sportivo?

Ebbene si, è una delle attività che possono essere svolte, però bisogna prestare molta attenzione per non incorrere in accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza.

Andiamo a vedere cosa intendiamo però per “Bar”:

“L’attività di Bar è intesa come fornitura e servizio di prodotti alimentari confezionati, pronti o che necessitano di una preparazione minima e che generalmente vengono consumati al banco.”

Inoltre, quando parliamo di Bar ci riferiamo anche all’attività minimale, intesa come vendita di acqua, snack, panini, bevande, etc.

La gestione del Bar è attività istituzionale, commerciale o commerciale connessa?

Va detto subito che per espressa previsione dell’articolo 148, comma 4 del TUIR, l’attività di somministrazione di alimenti e bevande non può essere decommercializzata, ai sensi del comma 3, quindi, è sempre commerciale

Come tutte le attività commerciali comporta quindi l’assolvimento di tutti gli adempimenti fiscali: dall’apertura della Partiva IVA alla dotazione del registratore di cassa, etc.

L’Ente Sportivo può godere però di due importanti agevolazioni nel caso in cui l’attività di Bar sia inquadrata come commerciale connessa a quella Istituzionale o sia svolta in modo occasionale.

Come si può AVERE un “bar” senza che sia tale?

E’ NECESSARIO AVER INSERITO NEL PROPRIO STATUTO SOCIALE LA GIUSTA DIGITATURA come previsto dalla legge del 19 agosto 2016, n. 166.

Cosa succede se non ho i requisiti adatti ad avere il “Bar”?

La mancata conoscenza di tali stringenti requisiti può condurre, con un’altissima probabilità, ad accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza, con recupero per lo Stato di imposte in misura piena, di sanzioni e di interessi.

Per saperne di più non esitare a contattarci

Riforma Dello Sport 2023: Ancora Modifiche?

Ebbene si ci sono molte modifiche. Scopriamo insieme quali sono. Naturalmente, si tratta di una bozza che potrebbe subire ulteriori modifiche prima di essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed entrare in vigore, previsto entro il 15 Luglio 2023.

In questo articolo, vedremo le principali modifiche e integrazioni che potrebbero essere apportate alla bozza di Decreto Legislativo alla Riforma dello Sport del 2021.

Amatori e Volontari (modifica artt. 29 e 34 – D.Lgs. 36/2021)

COSA VUOL DIRE? Il decreto prevede l’abolizione  della categoria degli amatori e la sua sostituzione con quella dei volontari, come prevista dal Testo Unico del Terzo settore.

I volontari non potranno percepire compensi in alcun modo, ma potranno ricevere rimborsi relativi a spese documentate per vitto, alloggio, viaggio e trasporto rese al di fuori dell’ambito di residenza. Su questo ci sarà molto da dire….

Lavoro sportivo (modificati gli artt. 25, 28 e 36 – D.Lgs. 36/2021)

Anche qui si dovrebbe dire tanto. Cosa cambia ed a chi è rivolto? Riguarda i lavoratori sportivi ed i tesserati che svolgono verso un corrispettivo le mansioni sportive disciplinate dall’Organismo Sportivo, esclude invece quelle di carattere amministrativo-gestionale.

Inoltre, non vi saranno più le attività di lavoro sportivo occasionale. Pertanto, il lavoro sportivo potrà costituire solo oggetto di un rapporto di lavoro subordinato o di un rapporto di lavoro autonomo, anche nella forma di collaborazione coordinata e continuativa.

Al riguardo, lo schema introduce una presunzione di lavoro autonomo nella forma di collaborazione coordinata e continuativa.

Gli Enti Sportivi dovranno comunicare al Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche i dati necessari all’individuazione del rapporto di lavoro sportivo che equivarrà alla comunicazione al Centro per l’impiego.

Non saranno soggetti a obblighi di comunicazione i compensi non imponibili a fini fiscali e previdenziali.

Ai fini fiscali, per lo sport dilettantistico i compensi concorreranno alla formazione del reddito solo per la parte eccedente i 15.000 Euro annui (attualmente, 10.000 Euro).

Ai fini contributivi, per i compensi sportivi vi sarà l’obbligo di versamento dei contributi previdenziali per la parte eccedente i 5.000 Euro.

Attività Diverse (modifica dell’art. 4 – D.Lgs. 36/2021)

Saranno esclusi dal computo delle “attività diverse” rispetto alle “attività principali”, i proventi derivanti dai rapporti di sponsorizzazione, promo-pubblicitari, cessione di diritti e indennità legate alla formazione degli atleti, nonché dalla gestione di impianti e strutture sportive.

Ci sono ancora altre novità in merito a questo decreto. Dobbiamo solo attendere la pubblicazione del Decreto sulla Gazzetta Ufficiale per approfondire tutte le modifiche.

Per saperne di più contattaci

www.ngsgroup.it

Quanti verbali devi fare in un anno?

Ebbene ti rispondo subito: sono 5 il numero minimo di verbali che devi fare, però ti dico anche DIPENDE!

Perché DIPENDE? Sembrerebbe logico pensare che se per un’Associazione vanno bene 10 verbali valgono anche per le altre Associazioni, invece varia da un’Associazione all’altra.

Innanzitutto dipende dal tuo Statuto.

Un classico Statuto prevede solo i verbali obbligatori, mentre il tuo Statuto potrebbe prevedere altri adempimenti non obbligatori per legge.

Mi spiego meglio! Prendi il tuo Statuto e leggi il contenuto.

Quasi sempre troviamo che all’interno vi è l’obbligo di riunirsi per discutere ed approvare il bilancio di Previsione anche se non è un obbligo di legge. In altri Statuti, invece vi è riportato il “Consiglio Direttivo si riunirà quando ci sarà la necessità, e comunque non meno di 4 volte all’anno.”

Ora sicuramente è tutto più chiaro per te: tutto ciò che il tuo Statuto prevede, anche se non obbligatorio, diventa un adempimento che devi rispettare.

Cosa succede se non lo fai? Non rispetti le regole fondamentali della TUA Associazione e quindi incorrere nell’illegalità ed esporti a diverse problematiche come il Fisco, i soci, e potresti anche essere buttato fuori dalla Tua Associazione.

Vediamo ora quali sono questi 5 verbali che devi fare:

  1. Verbale dell’assemblea soci ove viene approvato il rendiconto annuale;
  2. Verbale di assemblea dei soci se bisogna nominare nuovi organi dell’associazione (il Consiglio Direttivo, il Presidente)
  3. Verbali del Direttivo per l’approvazione dei nuovi soci.
  4. Verbale del consiglio direttivo che approva il rendiconto (meglio se accompagnato anche della relazione di missione) da portare in assemblea soci e che convoca la stessa.
  5. Verbale del consiglio direttivo ove viene riportata la quota associativa annuale

Cosa bisogna aggiungere a tutti questi verbali?

Devi verbalizzare le attività della tua Associazione. Oggi, molte Associazioni si occupano di corsi e quindi dovrai creare un tariffario che dovrà essere deliberato.

In un altro articolo, ho già discusso del libro dei verbali, ti ricordo che deve essere ben fatto! Questo, insieme allo statuto e al libro soci sono i primi documenti ad essere controllati.

Per dimostrare di essere una vera associazione devi avere statuto, libro soci e libro verbali in ordine.

Hai tutto ciò? È in ordine? Sai che sanzione potresti ricevere se gli revisori riescono a dimostrare che la tua è una falsa associazione?

Per questo quando scegli un professionista devi assicurarti che ti segua e si occupa di tutto, anche controlla con te i verbali.

Noi di NGS Group ci occupiamo di gestire la TUA Associazione e ci occupiamo di OGNI aspetto, della tua Associazione e farti fare sonni tranquilli e sereni

SE VUOI MAGGIORI INFORMAZIONI CONTATTACI

Libro dei Verbali

Iniziamo col dire che non dobbiamo confondere la parola verbale che utilizziamo in altri contesti, come ad esempio qui verbale non indica una multa.

Infatti, il Libro dei Verbali ì dei verbali è un testo fondamentale ed obbligatorio del quale spesso gli enti non profit sottovalutano l’importanza. Inoltre è l’Associazione stessa che è tenuta a compilare e conservare.

Che cosa ci sarà scritto in questo libro? In esso sono contenuti i resoconti di tutte le assemblee soci e di direttivo convocate ed effettuate dall’Associazione.

Spesso il libro dei verbali viene visto come un’osservanza unicamente formale che toglie tempo prezioso allo svolgere delle attività. Per alcuni invece viene visto come un documento complicato che non si sa da che parte cominciare a scrivere.

In realtà, se ben tenuto e aggiornato, puoi utilizzarlo per difenderti in caso di controlli fiscali o civilistici. Ti sembra poco?

Cosa contiene quindi un verbale? Il Segretario dell’Assemblea si occupa di stendere il verbale e semplicemente riporta i punti dell’ordine del giorno discussi durante l’assemblea, identico a quello che è stato mandato ai soci in fase di convocazione. I verbali possono essere scritti a mano o al computer, ricorda la cosa importante è che ci sia!

Quanto è scritto nello statuto deve essere rigorosamente rispettato? SEMPRE.

Di conseguenza, se lo statuto prevede che delle assemblee e delle riunioni del consiglio siano redatti verbali, la tua Associazione deve scriverli nel libro dei verbali e conservarli con cura.

Giusto per essere più chiaro! La tenuta dei libri sociali (tra i quali il libro dei verbali) è importante perché è da questi libri che si capisce se la tua associazione applica i principi di trasparenza, partecipazione, democraticità, uguaglianza dei diritti ed inoltre mette in pratica quanto previsto dalla normativa per usufruire delle agevolazioni fiscali.

Come avrai capito, i verbali delle assemblee devono essere redatti con criterio e devono anche essere conservati con metodo, perché rappresentano il racconto della vita democratica della tua associazione.

Ora ti do una piccola, brutta notizia…. non esiste un fax simile di verbale che possa andar bene per ogni associazione.

Lo so, i dubbi sorgono spesso, perché nessuno nasce imparato.

Se vuoi stare tranquillo e dormire sonni sereni puoi farli visionare a chi segue la tua associazione a 360 gradi.

Se stai valutando di affidarti a NGS Group per la gestione dell’associazione, sappi che controlliamo ovviamente anche questi documenti.

Infatti, oltre ad avere una consulenza da utilizzare nel corso dell’anno, puoi farci quesiti illimitati via mail e mandarci da controllare ogni documento riguardante l’associazione per un parere.

NGS GROUP mi presento

Chi siamo e di cosa ci occupiamo

Oggi la gestione di un’Associazione è divenuta un pò più complessa ed ecco che viene in tuo soccorso NGS Group che offre i servizi di Consulenza, Amministrazione e Organizzazione.

ora mi spiego meglio… Tu hai un’Associazione con uno scopo oppure vuoi farla nascere ma non sai come gestirla o come far divenire il tuo sogno in realtà. Ecco noi facciamo proprio questo.

Per gestire al meglio la tua Associazione e dormire su sette cuscini AFFIDATI a NGS Group che si occupa a 360 gradi di Associazioni.

Con noi eviterai di rivolgerti al primo che passa o ad un commercialista che si occupa di attività commerciali.

Eviterai di pagare multe per errori gestionali; imparerai a risparmiare dove si può ed investire sulle attività che promuovono lo scopo della tua Associazione.

Ed infine, non avrai più paura dei controlli fiscali.

Ti elenchiamo qualche servizio che offriamo, ma sai benissimo che contattandoci potrai sapere sempre di più.

NGS Group ti offre:

  • Consulenza Gratuita e Privata
  • Di aprire la tua Associazione in maniera CORRETTA
    • Compilazione Statuto
    • Compilazione Atto Costitutivo
    • Ecc, ecc
  • Modifichiamo il tuo Statuto se necessario
  • Ricostruiamo i documenti mancanti della tua Associazione
  • Diverse tipologie di CONTRATTI per i tuoi Collaboratori
  • Corretta tenuta Contabile
  • Sviluppo Verbali
  • molto altro…

Cosa aspetti a contattarci? Sai se sbagli nel costruire il tuo STATUTO per modificarlo pagherai un bel pò di soldini…

ASSOCIAZIONI CULTURALI

Perché oggi parliamo di Associazioni Culturali? Dobbiamo distinguerle dalle altre tipologie di associazioni. Quindi mettiti comodo, leggi questo articolo e sicuramente avrai idee più chiare.

Un’Associazione culturale è un’Associazione No Profit che non ha precise normative di riferimento ed utilizza i fondi per scopi culturali, di insegnamento o educativi. Mi spiego meglio: queste Associazioni sono diverse dalle Organizzazioni di Volontariato, dalle Associazioni di Promozione Sociale, dalle Onlus o dalle Associazioni Sportive Dilettantistiche ma si rifanno alle norme del Codice Civile e della legge fiscale (Tuir) relative agli Enti Non Commerciali.

Figurati, oggi sono diventate di “tendenza”, però è importante che rispetti un requisito molto importante presente nel DPCM del 21 Marzo 2016: all’art. 1 comma 1 lettera “ abbiano, secondo il rispettivo atto costitutivo o statuto, la finalità di svolgere e/o promuovere attività culturali.”

E si, ogni Associazione per essere classificata deve rispettate le normative ad esse riservate!

Quali sono le ”attività culturali” ti starai chiedendo….

Non esistono in questo ambito definizioni univoche ed universalmente riconosciute… Forse nei prossimi anni sarà tutto delineato, più chiaro ed esaustivo. Noi gestiamo DIVERSE Associazioni e quindi dalla nostra esperienza riteniamo che sono attività culturali le attività che riguardano la creazione, produzione, distribuzione, promozione, conservazione, istruzione, tutela, ricerca, regolazione, conservazione, valorizzazione e molte altre come:

  • Monumenti storici, Musei, Siti archeologici, Archivi, Biblioteche, etc.
  • Parchi Naturali, Aree protette, etc
  • Tradizioni religiose, Enogastronomia, etc
  • Architettura, Fotografia, Pittura, Scultura, etc.
  • Danza, teatro musicale, teatro, etc.
  • Musica, Bande, etc.
  • Linguistica, Letteratura, etc.

Cosa dirti ancora… Le Associazioni Culturali possono organizzare corsi e/o scuole culturali (teatro, lingue, danza classica, yoga, musica etc…) e grazie al Regime Fiscale Agevolato per il No Profit, l’Associazione Culturale potrà chiedere delle QUOTE o CONTRIBUTI ECONOMICI ai propri associati per frequentare tali attività o altre simili (stage, viaggi di istruzione, etc). L’Associazione Culturale, inoltre, può svolgere anche attività commerciale aprendo Partita Iva ed aderendo al Regime Fiscale Agevolato della Legge 398/1991.

Nelle Associazioni No Profit è comunque possibile retribuire soci e non soci che collaborano per l’Associazione Culturale (ad esempio insegnanti, segretari amministrativi etc).

A questo punto penso tu ti sia schiarito le idee su quali siano le caratteristiche ed i punti di forza delle associazioni culturali. Ora puoi marciare e creare la tua Associazione Culturale. Scopri come fare…

Associazioni ed IVA

Ciao, le novità sulle Associazioni non smettono ad arrivare. Tra l’altro arrivano come un fulmine al ciel sereno.

Il 15 dicembre 2021 la Camera dei deputati ha approvato definitivamente il disegno di legge di conversione del decreto fiscale (dl n. 146/2021). Che cosa vuol dire? Entriamo nel dettaglio.

Questo decreto contiene alcune disposizioni di interesse per il Terzo settore e il non profit in generale.

La norma impone alle associazioni, dall’1 gennaio 2022, di essere assoggettate al regime Iva, pur non svolgendo alcuna attività commerciale. Infatti, prevede il passaggio dall’attuale regime di esclusione Iva, ad un regime di esenzione Iva per i servizi prestati e i beni ceduti dagli enti nei confronti dei propri soci.

Quindi cosa comporta tutto ciò? Tale variazione, apparentemente neutra economicamente, comporta invece costi di tenuta della contabilità Iva, oneri e ulteriori adempimenti burocratici, molto rilevanti per gli enti non a scopo di lucro.

Quali sono però le operazioni commercializzate e non commercializzate?

Le operazioni che non si considerano effettuate nell’esercizio di attività commerciali sono escluse da campo IVA come scritto nell’ex art. 4 comma 4) DPR 633/1972 poiché si tratta di attività de-commercializzata. Invece, le operazioni effettuate nell’esercizio di attività commerciali, ma esenti da IVA sono scritti nell’ex art. 10, comma 1, n. 20) del DPR 633/1972.

Ora ti starai chiedendo: io possiedo i requisiti fondamentali per poter beneficiare dell’esenzione IVA? I requisiti sono semplicemente due: uno di carattere soggettivo ed uno di carattere oggettivo.

Ora mi spiego meglio: il carattere soggettivo riguarda le prestazioni didattiche da organi della pubblica amministrazione. Per le attività sportive ad esempio viene eseguito C.O.N.I. e dalle Federazioni Sportive Nazionali.

Il carattere oggettivo come ci spiega il Ministero le prestazioni devono essere effettivamente didattiche. Lo so è un po’ complicato. Se io pratico una disciplina devo avere i requisiti tipici per quella disciplina. Puoi dire che vai in bicicletta senza aver la biciletta?

Che cosa comporta tutto ciò? Cambiamenti nella tenuta contabile!!! In particolare, l’attività commerciale ai fini IVA deve essere gestita con contabilità separata da quella principale svolta; la detrazione è concessa soltanto per l’IVA relativa agli acquisti fatti nell’esercizio dell’attività commerciale, mentre per gli acquisti promiscui è possibile la detrazione IVA in base a criteri oggettivi e coerenti alla natura dei beni e dei servizi erogati.

Vuoi saperne di più? Contattaci…

I problemi che accomunano le Associazioni

Molte Associazioni sono paragonabili ad un’azienda ed ancora oggi numerosi Legali Rappresentanti non hanno chiaro questo concetto.

Non bisogna dimenticare che avere un’Associazione implica una corretta gestione e che vi si rispetti le normative fiscali del territorio relative ad essa.

Di cosa hai bisogno quindi? Innanzitutto conoscere i concetti base e quello che vorresti fare tu con la tua Associazione. Da qui capirai che a seconda dell’attività che svolgerai nella tua Associazione, quindi della sua natura avrai una denominazione: ASD, APS….

Inoltre devi sapere come gestirla ed avere tutti i documenti in regola. Semplice vero?

Da qui iniziano le altre domande? Come faccio a gestire la mia Associazione se non ho abbastanza soldi?

Molti Legali Rappresentanti (Presidenti) purtroppo non fanno altro che dire: “Non ci sto dentro con i costi”, “Non posso alzare i prezzi altrimenti vanno da quell’altro” ….

I soldi in associazione sono importanti e sono quelli che ti permettono di acquistare attrezzature, poter dare un giusto contributo ai tecnici, retribuire l’associato che si occupa della gestione fiscale ed amministrativa.

Ma senza soldi, tutto questo non puoi farlo!

Difficilmente sentirai lamentare di tutto ciò di una grande Associazione, ma in realtà è un argomento che coinvolge anche loro. Ricorda più grande è l’Associazione, più soldi ci vogliono per gestirla.

In queste grandi Associazioni il problema non è tanto che non girino soldi, anzi ne girano anche in gran quantità. Il problema è che a fronte di entrate alte, rispettivamente anche le spese sono alte e spesso i soldi vengono “gestiti” e “spesi” su cose sbagliate perché si è sempre fatto così.

Ci sono Associazioni che lavorano in perdita o in quasi pareggio, non riuscendo così ad avere fondi per investimenti successivi o poter addirittura pagare una bolletta nel caso in cui non vi sono stati ingressi nel mese successivo.

Per evitare tutto questo occorre semplicemente una logica imprenditoriale. Si il Legale Rappresentante deve essere un imprenditore no profit.

Ancora oggi si pensa al no profit come beneficienza e volontariato ma così non è. Molte persone vivono grazie alle associazioni.

Le associazioni in Italia ormai sono una realtà importante e senza di esse le persone che ne fanno parte non potrebbero sopravvivere.

Quindi, il Legale Rappresentante deve possedere strategia e mettere in moto tutte le azioni che permettono di raggiungere il suo obiettivo.

Ancora non hai capito? Devi essere un Leader. Chiedere aiuto non è umiliante, anzi a te serve qualcuno che possa darti un supporto e ti aiuti a riflettere sugli aspetti gestionali e organizzativi della tua associazione, ma che contemporaneamente conosca bene i limiti (ma anche le opportunità) riservate al no profit, sia per evitare che tu faccia errori sia per farti approfittare di un vantaggio fiscale che magari neanche sapevi esistesse.

In definitiva: tu sai come gestire al meglio la tua Associazione? Sai come lasciare in cassa dei soldi?

Green Pass ed Associazione

Ciao,
purtroppo viviamo in un periodo che le normative cambiano di giorno in giorno e tu non sai come comportarti vero?
La maggior parte delle persone che ci scrivono si trovano nella tua stessa situazione.

Ti sembra di essere diventato uno sceriffo? Ti pesa controllare la gente? La gente si sente al sicuro entrando nella mia struttura?

Oggi la pandemia ha stressato un pò tutti, anche te vero?

Le normative in vigore stanno iniziando a riaprire le porte precedentemente chiuse in modo da iniziare di nuovo a respirare fino a farlo a pieni polmoni.

Fra non molto si tornerà ad una certa stabilità e tutto ciò lo avrai grazie alla chiarezza dei provvedimenti normativi. Questo ti permetterà di eliminare l’ansia, la depressione, la rabbia e la perdita di motivazione e morale. 

Noi di NGS Group non possiamo risolvere questo problema però possiamo aiutarvi a darvi un pò di chiarezza su come rialzarsi da questa situazione.

Se vuoi sapere di più sul “Green pass”, ti spiegherò:

1. Utilizzo e gestione del Green pass nelle Associazioni, tra cui ASD (sport al chiuso e sport all’aperto, sport individuali e sport di gruppo, le eccezioni delle Palestre e delle Piscine).

2. Collaboratori, volontari, genitori che entrano in Associazione sono obbligati ad avere il Green pass?

3. che valore ha la “Autodichiarazione ex art. 46, 47, 48 DPR 445/2000, documento sostitutivo alla certificazione Green pass valido ad ogni effetto per legge? 

Il Legale Rappresentante = “Presidente”

Oggi viene Chiamato Legale Rappresentante ma tutti lo conosciamo come Presidente. Vediamo cosa fa questa figura all’interno di un’Associazione.

Il Legale Rappresentante di un’Associazione ha il compito di realizzare e dirigere le attività previste e votate dal Consiglio Direttivo o dall’assemblea dei soci.

Il Legale Rappresentante non ha potere decisionale ma fa parte dell’organo decisionale che è il Consiglio Direttivo. Quindi, ad esso spetta la rappresentanza legale dell’associazione di fronte ai terzi e anche in giudizio. In particolare, può sottoscrivere contratti o accordi in nome dell’associazione e nel caso in cui l’Associazione viene richiamata a verifica giudiziaria rappresenta l’Associazione nel corso della causa, sia civile che penale.

Tuttavia il Legale Rappresentante può conferire ad altri soci il potere di stipulare atti o contratti in nome dell’Associazione.

Inoltre, si assicura che vengano osservate ed attuate le delibere del consiglio direttivo e dell’assemblea e provvede che vengano osservate le disposizioni statutarie ed la disciplina sociale.

La carica di Legale Rappresentante perdura per la stessa durata del Consiglio Direttivo, ma può nuovamente essere confermato.

Cosa succede quando l’associazione non riesce a pagare i debiti con il suo patrimonio?  I creditori possono rivalersi sul patrimonio di coloro che ha rappresentato l’Associazione in quel determinato affare.

Il Legale Rappresentante può essere rimunerato dall’associazione per la sua attività di gestore.