Ricerca:
NGS GROUP sempre al tuo fianco

I nostri serviziper te e il tuo team

Iter fiscale

Ti guidiamo con precisione in ogni adempimento fiscale, garantendo la piena conformità del tuo ente

Gestione dei tuoi Collaboratori

Gestiamo noi la giungla dei contratti: ci occupiamo noi dei tuoi collaboratori

Procedure Burocratiche

Dalla stesura dell'Atto Costitutivo e Statuto alla gestione quotidiana

Il Diario del Terzo Settore

Resta un passo avanti: per te, le anteprime e le circolari CONI in tempo reale

Affiliazione

Ti guidiamo nella scelta dell'ENTE più funzionale alla crescita del tuo progetto

Gestione Contabile

Dalla scelta del regime fiscale alla gestione dei libri contabili: ti affianchiamo nella costruzione di una contabilità solida

IL PORTALE DELLE ASSOCIAZIONI

Qui trovi le risposte e le linee guida per muoverti con sicurezza nel Terzo Settore

Dì la tua: arricchisci l\'articolo con il tuo punto di vista

Rimborsi Forfetari ai Volontari Sportivi: Guida Pratica al Calcolo e Agli Adempimenti

Nelle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche (ASD/SSD), la figura del volontario è fondamentale. A differenza del lavoratore sportivo retribuito, il volontario offre le proprie prestazioni a titolo gratuito. Tuttavia, la normativa consente di erogare rimborsi spese forfetari a determinate condizioni ben precise.

In questo articolo vediamo come calcolare correttamente i rimborsi, quali sono i tetti da rispettare e come evitare sanzioni o contestazioni.

Per poter erogare un rimborso forfetario a un volontario sportivo, devono sussistere contemporaneamente i seguenti elementi:

  1. Manifestazioni ed Eventi Riconosciuti: Il rimborso forfetario è ammesso esclusivamente per spese sostenute durante eventi e gare ufficiali riconosciuti dalle Federazioni Sportive Nazionali (FSN), dagli Enti di Promozione Sportiva (EPS) o dal CONI/CIP.
  2. Tipologie di Spesa Deliberate: L’organismo sportivo di appartenenza (FSN/EPS) deve aver definito con apposita delibera quali attività e voci di spesa sono rimborsabili in modo forfetario.
  3. Incompatibilità: Il volontario non può ricevere compensi da lavoratore sportivo (co.co.co., P.IVA, ecc.) dalla medesima ASD/SSD per la quale presta attività di volontariato.

Il calcolo corretto si basa su due limiti principali:

  • Tetto Massimo Mensile (Soglia Forfettaria): Fino a un massimo di 400,00 € al mese per ciascun volontario.
  • Cumulo con il Tetto Annuale dei 15.000 €: Ai fini fiscali e previdenziali, i rimborsi forfetari erogati concorrono al raggiungimento del plafond complessivo annuo di 15.000 € per persona (sommati ad eventuali compensi da lavoro sportivo ricevuti presso altri sodalizi).
Importo Cumulato AnnuoTrattamento IRPEF (Fiscale)Trattamento INPS (Previdenziale)Adempimenti ASD/SSD
Entro i 5.000 €EsenteEsenteComunicazione al RASD + Autocertificazione
Tra 5.001 € e 15.000 €EsenteRilevante ai fini previdenziali (Soglia Inps superata)Iscrizione Gestione Separata / Contributi
Oltre i 15.000 €Soggetto a IRPEF sulla parte eccedenteSoggetto a Contributi INPSRitenuta d’imposta + Adempimenti ordinari (CU, 770)

Esempio A: Volontario con sola attività dilettantistica (Sotto Soglia)

  • Contesto: Marco è volontario per la ASD “Sport e Vita”. Partecipa a 4 tornei ufficiali in un mese.
  • Rimborso: L’associazione gli eroga 100 € per evento, per un totale mensile di 400 €.
  • Esito: Il rimborso rispetta il limite mensile di 400 €. Se su base annua Marco non supera i 5.000 € totali, l’importo è interamente esente da tasse e contributi.
  • Contesto: Laura fa la volontaria presso l’ASD “Alfa” e riceve 400 €/mese di rimborso forfetario (totale annuo: 4.800 €). Contemporaneamente, collabora come lavoratrice sportiva presso la SSD “Beta” ricevendo 12.000 €/anno.
  • Calcolo Cumulativo:
    • Totale entrate sportive annue: € 4.800 + € 12.000 = 16.800 €.
  • Esito:
    • La quota fino a 15.000 € beneficia delle franchigie di legge.
    • La parte eccedente (1.800 €) sarà soggetta ad IRPEF e a contribuzione previdenziale. Per questo motivo è fondamentale raccogliere l’autocertificazione all’atto del pagamento.

Per erogare i rimborsi forfetari in modo trasparente e conforme, la società sportiva deve seguire questa procedura:

  1. Delibera del Consiglio Direttivo: Formalizzare l’elenco dei volontari e gli eventi ufficiali a cui partecipano.
  2. Autocertificazione del Volontario: Prima dell’erogazione, richiedere una dichiarazione sostitutiva in cui il volontario attesti di non superare la soglia di 400 € mensili e indichi eventuali altri compensi/rimborsi percepiti da differenti sodalizi sportivi.
  3. Comunicazione al RASD: Inviare la comunicazione dei nominativi e degli importi tramite il Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento in cui è stata prestata l’attività.
  4. Tracciabilità dei Pagamenti: Effettuare i rimborsi unicamente tramite strumenti tracciabili (bonifico bancario, carte, assegno).

I rimborsi forfetari non devono mai costituire una retribuzione mascherata. Qualora gli organi di controllo (INPS, Ispettorato del Lavoro, Agenzia delle Entrate) dovessero riscontrare che i rimborsi vengono erogati a fronte di un’attività lavorativa continuativa senza i requisiti di gratuità/eventi riconosciuti, la prestazione potrà essere riqualificata come lavoro subordinato o collaborazione coordinata e continuativa, con conseguente addebito di sanzioni e contributi arretrati.

Contattaci

Bilancio Sociale, Norme e Tesseramento: La Guida Definitiva per il Tuo Ente (Con Fac-Simile)

Gestire un’associazione, una cooperativa sociale o un Ente del Terzo Settore (ETS) significa molto di più che portare avanti una missione nobile: significa navigare in un mare di adempimenti burocratici, contabili e normativi in continua evoluzione.

Dalla corretta gestione delle quote associative al rispetto delle regole sul tesseramento, fino alla redazione del Bilancio Sociale, ogni dettaglio conta. Una piccola svista non comporta solo stress, ma rischia di compromettere la qualifica di ETS o di esporre l’ente a sanzioni amministrative e fiscali.

In questo articolo facciamo chiarezza sui punti chiave che ogni direttivo deve conoscere e ti forniamo uno schema di partenza per il tuo Bilancio Sociale.

1. Il Bilancio Sociale: Cos’è, Chi è Obbligato e Fac-Simile

Il Bilancio Sociale non è un semplice rendiconto economico, ma il documento con cui l’ente rendiconta gli impatti sociali, ambientali ed economici generati per la comunità.

Chi ha l’obbligo di redigerlo?

Secondo la Riforma del Terzo Settore, la redazione e il deposito del Bilancio Sociale sono obbligatori per:

  • ETS con ricavi/entrate superiori a 1 milione di euro.
  • Imprese Sociali (incluse le cooperative sociali), a prescindere dal fatturato.
  • Centri di Servizio per il Volontariato (CSV).

Nota per le realtà più piccole: Anche se non ne hai l’obbligo di legge, redigere un Bilancio Sociale è una scelta strategica fondamentale per dimostrare trasparenza a soci, finanziatori e pubblica amministrazione.

📊 Fac-Simile Struttura Bilancio Sociale

Per aiutarti a visualizzare come deve essere strutturato, ecco lo schema di base conforme alle linee guida ministeriali:

SezioneContenuti Principali
1. Nota MetodologicaCriteri utilizzati per la redazione e soggetti coinvolti.
2. Informazioni GeneraliDati dell’ente, storia, mission, governance e mappa degli stakeholder.
3. Persone ed OrganizzazioneNumero di soci, volontari, dipendenti, risorse umane e relative tutele.
4. Obiettivi e AttivitàDescrizione delle attività d’interesse generale svolte e risultati raggiunti.
5. Situazione EconomicaProvenienza delle risorse (pubbliche/private) e prospetto di bilancio integrato.
6. Impatto Sociale & AmbientaleValutazione qualitativa e quantitativa dei benefici generati sul territorio.

2. Norme e Adempimenti: Non Rischiare la Qualifica di ETS

Il Runts (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) ha introdotto regole stringenti. Tra gli adempimenti periodici più importanti rientrano:

  • Deposito dei Bilanci (Esercizio e Sociale) nei termini di legge.
  • Aggiornamento dei dati catastali e societari nel portale RUNTS.
  • Adeguamento statutario constante alle ultime novità legislative.

Ignorare o gestire in modo superficiale questi passaggi mette a rischio le agevolazioni fiscali dell’ente e la permanenza stessa nel Registro.

3. Quote Associative, Iscrizioni e Tesseramento: Attenti ai Formalismi

Un errore molto comune riguarda la distinzione tra soci, tesserati e beneficiari delle attività. La finanza e l’Agenzia delle Entrate prestano un’attenzione maniacale a questi aspetti.

Per evitare contestazioni (come la riqualificazione delle quote in “corrispettivi commerciali”):

  1. Procedura d’iscrizione trasparente: L’ammissione di un nuovo socio deve sempre passare da una domanda formale approvata dal Consiglio Direttivo e registrata nel Libro Soci.
  2. Distinzione delle quote: La quota associativa annua è intrasmissibile, non rivalutabile e non rappresenta il pagamento di un servizio.
  3. Corretta tenuta del Registro Tesserati: Essenziale per le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD/SSD) e gli enti affiliati a reti nazionali per garantire la copertura assicurativa e la decommercializzazione delle entrate.

Vuoi la Certezza di Essere in Regola Senza Perdere la Testa?

Gestire un ente richiede tempo, passione e competenze multidisciplinari. Un errore nella rendicontazione o nella gestione del Libro Soci può costare caro.

Non fare tutto da solo.

Noi di NGS GROUP siamo al fianco di associazioni, enti del terzo settore e cooperative per semplificare la burocrazia e garantire una gestione fiscale e amministrativa impeccabile.

Cosa possiamo fare per te:

  • Redazione e revisione del Bilancio Sociale e d’Esercizio.
  • Audit e check-up normativo per verificare la conformità al RUNTS.
  • Consulenza su tesseramenti, gestione soci e quote associative.
  • Supporto completo negli adeguamenti statutari.

Hai dubbi sulla gestione del tuo Ente?

Non rischiare di commettere errori burocratici: affidati all’esperienza di NGS GROUP per una consulenza su misura.

👉 Metti al sicuro la tua organizzazione. Contatta oggi stesso gli esperti di NGS GROUP per una prima consulenza personalizzata e scopri come possiamo fare la differenza per il tuo Ente.

CU Associazioni ai Professionisti: la guida definitiva su come fare e cosa cambia

Se gestisci un’associazione – che si tratti di un’associazione sportiva dilettantistica (ASD), di un ente del Terzo Settore (ETS) o di un’associazione culturale – ti sarà sicuramente capitato di collaborare con dei professionisti. Che si tratti del commercialista che cura la contabilità, dell’avvocato che ha redatto uno statuto, o di un grafico freelance che ha curato il sito web, c’è un adempimento fiscale obbligatorio che non puoi dimenticare: l’emissione della Certificazione Unica (CU).

Spesso nel mondo dell’associazionismo si pensa che le scadenze fiscali riguardino solo le grandi aziende. Non è così. Facciamo chiarezza su come funziona la CU emessa dalle associazioni ai professionisti esterni.

La Certificazione Unica è il documento con cui l’associazione (in veste di sostituto d’imposta) dichiara al Fisco e al professionista i compensi che gli ha erogato nell’anno precedente e le ritenute d’acconto che ha trattenuto e versato per suo conto tramite modello F24.

Regola d’oro: Se la tua associazione riceve una fattura con ritenuta d’acconto (la classica ritenuta del 20%) e la paga, l’anno successivo ha l’obbligo di certificare quel pagamento inviando la CU all’Agenzia delle Entrate e al professionista stesso.

L’ente deve emettere la CU per tutti i lavoratori autonomi e i professionisti che hanno emesso fattura con ritenuta. Tra i casi più comuni troviamo:

  • Professionisti iscritti ad albi (avvocati, commercialisti, architetti, geometri).
  • Freelance e consulenti con partita IVA ordinaria o semplificata.
  • Prestatori di lavoro autonomo occasionale (le collaborazioni spot senza partita IVA, con ritenuta d’acconto del 20%).

Questo è il dubbio più frequente. I professionisti in regime forfettario non subiscono la ritenuta d’acconto in fattura. Tuttavia, l’associazione deve comunque emettere la CU anche per loro, indicando il compenso erogato con un apposito codice di esclusione. Serve all’Agenzia delle Entrate per incrociare i dati.

La compilazione della CU per il lavoro autonomo richiede l’inserimento di dati specifici nei quadri dedicati:

  1. Dati del sostituto d’imposta: I dati fiscali dell’associazione.
  2. Dati del percipiente: I dati anagrafici e la partita IVA/codice fiscale del professionista.
  3. Ammontare lordo: Il compenso totale pagato (al netto dell’eventuale rivalsa INPS se prevista, ma comprensivo della cassa previdenziale d’albo).
  4. Imponibile e ritenute: L’importo su cui è calcolata la ritenuta e il valore della ritenuta stessa (di solito il 20%).

Nota: Ricorda che il criterio fondamentale è quello di cassa. Nella CU vanno inseriti solo i compensi effettivamente pagati dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di riferimento, indipendentemente dalla data in cui è stata emessa la fattura.

Le scadenze per la Certificazione Unica solitamente seguono un doppio binario, ma per i professionisti c’è una flessibilità importante da conoscere:

  • 16 Marzo: È la scadenza ordinaria per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate e per la consegna della copia cartacea/digitale al professionista.
  • 31 Ottobre (Scadenza Modello 770): Le CU contenenti esclusivamente redditi di lavoro autonomo “non dichiarabili nel modello 730 precompilato” (come la maggior parte delle fatture dei professionisti a partita IVA) possono essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate entro la scadenza del modello 770 (fine ottobre).

Il consiglio del giorno: Anche se la legge permette l’invio flessibile a ottobre per le partite IVA, il consiglio è di consegnare e inviare tutto entro marzo. Questo permette ai professionisti di avere i dati pronti per la loro dichiarazione dei redditi estiva ed evita dimenticanze all’associazione.

Omettere l’invio della CU, inviarla in ritardo o con dati errati comporta delle sanzioni fiscali.

  • La sanzione ordinaria è di 100 euro per ogni certificazione omessa o errata.
  • Se la CU viene corretta e reinviata entro 60 giorni dalla scadenza, la sanzione si riduce a un terzo (33,33 euro).

Gestire il Terzo Settore o il mondo sportivo è bellissimo, ma la burocrazia non perdona. Per evitare errori, soprattutto se l’associazione ha molte collaborazioni attive, affidarsi a un consulente o al commercialista per l’invio telematico del flusso delle CU è sempre la scelta più sicura.

Lavoriamo in partnership con MSP ITALIA Ente Nazionale Riconosciuto CONI

Clicca qui e ti spieghiamo cosa facciamo davvero per la tua ASD. Non aspettare più