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Riforma dello Sport: le nuove risposte dell’Agenzia delle Entrate spiegate in modo semplice

Negli ultimi anni il mondo dello sport dilettantistico e professionistico ha attraversato una vera e propria rivoluzione con la Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021). Tra rimborsi, sconti sulle tasse, gestione dell’IVA e collaborazioni, muoversi tra le regole non è sempre facile per dirigenti, atleti e consulenti.

Per fare chiarezza, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare n. 7/E del 7 agosto 2026, rispondendo ai dubbi più diffusi.

Ecco un riassunto semplice e pratico dei punti chiave chiariti dal Fisco.

Il dubbio: Le società di capitali o cooperative sportive (SSD) possono beneficiare dei soliti benefici fiscali anche se la riforma permette loro di distribuire una piccola parte di utili ai soci?

La risposta: Sì, ma a una condizione. Le SSD che vogliono accedere alle agevolazioni fiscali riservate agli enti non commerciali devono integrare e confermare nei propri statuti il divieto (assoluto) di distribuzione degli utili previsto dalla normativa fiscale. Chi adotta la clausola di “lucratività attenuata” (ovvero distribuisce utili anche in piccola parte) perde questi specifici vantaggi fiscali.

Il dubbio: Se un volontario riceve rimborsi spesa forfettari (fino a 400 € al mese per eventi/manifestazioni), questi fanno cumulo con gli altri compensi da lavoro sportivo?

La risposta: I rimborsi forfettari entro i 400 € mensili non sono di per sé tassati, ma concorrono a raggiungere la soglia di non imponibilità di 15.000 € all’anno.

  • Se un volontario riceve rimborsi ma ha già superato i 15.000 € percepiti come lavoratore autonomo in ambito sportivo, i rimborsi della quota eccedente diventano imponibili e vanno tassati come lavoro autonomo.

Il dubbio: La soglia di esenzione dalle tasse sui primi 15.000 € vale solo per i collaboratori occasionali o autonomi, o si applica anche ai dipendenti (lavoro subordinato)?

La risposta: Vale per tutti i lavoratori sportivi nel settore dilettantistico, a prescindere dal tipo di contratto (autonomo, co.co.co. o dipendente). L’esenzione dei primi 15.000 € si applica alla radice e la quota oltre questo importo verrà tassata secondo le regole ordinarie del lavoro dipendente.

Il dubbio: L’esclusione dall’IRAP per i compensi sotto gli 85.000 € si applica anche a chi svolge ruoli amministrativo-gestionali?

La risposta: Sì. Sia i compensi dei collaboratori (co.co.co.) sportivi, sia quelli di chi si occupa della gestione e dell’amministrazione all’interno dell’associazione o società sportiva, fino all’importo annuo di 85.000 € per singolo contratto, non pagano l’IRAP.

Il dubbio: Chi offre servizi strettamente legati alla pratica dello sport ed è esente da IVA può richiedere la dispensa dagli obblighi di fatturazione e registrazione?

La risposta: Sì. Gli enti senza scopo di lucro che svolgono attività sportive ed esenti da IVA possono fruire della dispensa dalle formalità burocratiche (come l’emissione continuativa di fatture e registrazione) prevista dall’art. 36-bis del Decreto IVA.

Il dubbio: Se un’associazione dilettantistica (ASD) cede il contratto di un atleta a una società professionistica dietro compenso, quell’operazione è esente da IVA?

La risposta: No, si paga l’IVA. L’esenzione IVA si applica solo ai servizi rivolti direttamente a chi pratica lo sport. La compravendita o cessione del diritto alle prestazioni di un atleta verso una società professionistica è un’operazione economico-finanziaria tra aziende e va quindi assoggettata ad IVA ordinaria.

Il dubbio: Le società sportive dilettantistiche (SSD) oltre alle ASD possono ancora beneficiare della detassazione sui proventi commerciali e raccolte fondi fino a 2 manifestazioni all’anno e 51.645,69 €?

La risposta: Sì. Con le recenti modifiche legislative, la norma è stata ufficialmente aggiornata per includere tutte le forme giuridiche previste dalla riforma (comprese le SSD costituite come società di capitali o cooperative) che hanno optato per il regime fiscale agevolato della Legge 398/1991.

Il consiglio di NGS Group

La Riforma dello Sport offre importanti opportunità di semplificazione ed esenzione fiscale, ma richiede un’attenta conformità statutaria e una corretta gestione amministrativa per evitare sanzioni.

Hai dubbi sulla gestione della tua associazione o società sportiva?

Il team di esperti di NGS Group è a tua disposizione per una consulenza fiscale e amministrativa su misura.

Rimborsi Forfetari ai Volontari Sportivi: Guida Pratica al Calcolo e Agli Adempimenti

Nelle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche (ASD/SSD), la figura del volontario è fondamentale. A differenza del lavoratore sportivo retribuito, il volontario offre le proprie prestazioni a titolo gratuito. Tuttavia, la normativa consente di erogare rimborsi spese forfetari a determinate condizioni ben precise.

In questo articolo vediamo come calcolare correttamente i rimborsi, quali sono i tetti da rispettare e come evitare sanzioni o contestazioni.

Per poter erogare un rimborso forfetario a un volontario sportivo, devono sussistere contemporaneamente i seguenti elementi:

  1. Manifestazioni ed Eventi Riconosciuti: Il rimborso forfetario è ammesso esclusivamente per spese sostenute durante eventi e gare ufficiali riconosciuti dalle Federazioni Sportive Nazionali (FSN), dagli Enti di Promozione Sportiva (EPS) o dal CONI/CIP.
  2. Tipologie di Spesa Deliberate: L’organismo sportivo di appartenenza (FSN/EPS) deve aver definito con apposita delibera quali attività e voci di spesa sono rimborsabili in modo forfetario.
  3. Incompatibilità: Il volontario non può ricevere compensi da lavoratore sportivo (co.co.co., P.IVA, ecc.) dalla medesima ASD/SSD per la quale presta attività di volontariato.

Il calcolo corretto si basa su due limiti principali:

  • Tetto Massimo Mensile (Soglia Forfettaria): Fino a un massimo di 400,00 € al mese per ciascun volontario.
  • Cumulo con il Tetto Annuale dei 15.000 €: Ai fini fiscali e previdenziali, i rimborsi forfetari erogati concorrono al raggiungimento del plafond complessivo annuo di 15.000 € per persona (sommati ad eventuali compensi da lavoro sportivo ricevuti presso altri sodalizi).
Importo Cumulato AnnuoTrattamento IRPEF (Fiscale)Trattamento INPS (Previdenziale)Adempimenti ASD/SSD
Entro i 5.000 €EsenteEsenteComunicazione al RASD + Autocertificazione
Tra 5.001 € e 15.000 €EsenteRilevante ai fini previdenziali (Soglia Inps superata)Iscrizione Gestione Separata / Contributi
Oltre i 15.000 €Soggetto a IRPEF sulla parte eccedenteSoggetto a Contributi INPSRitenuta d’imposta + Adempimenti ordinari (CU, 770)

Esempio A: Volontario con sola attività dilettantistica (Sotto Soglia)

  • Contesto: Marco è volontario per la ASD “Sport e Vita”. Partecipa a 4 tornei ufficiali in un mese.
  • Rimborso: L’associazione gli eroga 100 € per evento, per un totale mensile di 400 €.
  • Esito: Il rimborso rispetta il limite mensile di 400 €. Se su base annua Marco non supera i 5.000 € totali, l’importo è interamente esente da tasse e contributi.
  • Contesto: Laura fa la volontaria presso l’ASD “Alfa” e riceve 400 €/mese di rimborso forfetario (totale annuo: 4.800 €). Contemporaneamente, collabora come lavoratrice sportiva presso la SSD “Beta” ricevendo 12.000 €/anno.
  • Calcolo Cumulativo:
    • Totale entrate sportive annue: € 4.800 + € 12.000 = 16.800 €.
  • Esito:
    • La quota fino a 15.000 € beneficia delle franchigie di legge.
    • La parte eccedente (1.800 €) sarà soggetta ad IRPEF e a contribuzione previdenziale. Per questo motivo è fondamentale raccogliere l’autocertificazione all’atto del pagamento.

Per erogare i rimborsi forfetari in modo trasparente e conforme, la società sportiva deve seguire questa procedura:

  1. Delibera del Consiglio Direttivo: Formalizzare l’elenco dei volontari e gli eventi ufficiali a cui partecipano.
  2. Autocertificazione del Volontario: Prima dell’erogazione, richiedere una dichiarazione sostitutiva in cui il volontario attesti di non superare la soglia di 400 € mensili e indichi eventuali altri compensi/rimborsi percepiti da differenti sodalizi sportivi.
  3. Comunicazione al RASD: Inviare la comunicazione dei nominativi e degli importi tramite il Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento in cui è stata prestata l’attività.
  4. Tracciabilità dei Pagamenti: Effettuare i rimborsi unicamente tramite strumenti tracciabili (bonifico bancario, carte, assegno).

I rimborsi forfetari non devono mai costituire una retribuzione mascherata. Qualora gli organi di controllo (INPS, Ispettorato del Lavoro, Agenzia delle Entrate) dovessero riscontrare che i rimborsi vengono erogati a fronte di un’attività lavorativa continuativa senza i requisiti di gratuità/eventi riconosciuti, la prestazione potrà essere riqualificata come lavoro subordinato o collaborazione coordinata e continuativa, con conseguente addebito di sanzioni e contributi arretrati.

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Bilancio Sociale, Norme e Tesseramento: La Guida Definitiva per il Tuo Ente (Con Fac-Simile)

Gestire un’associazione, una cooperativa sociale o un Ente del Terzo Settore (ETS) significa molto di più che portare avanti una missione nobile: significa navigare in un mare di adempimenti burocratici, contabili e normativi in continua evoluzione.

Dalla corretta gestione delle quote associative al rispetto delle regole sul tesseramento, fino alla redazione del Bilancio Sociale, ogni dettaglio conta. Una piccola svista non comporta solo stress, ma rischia di compromettere la qualifica di ETS o di esporre l’ente a sanzioni amministrative e fiscali.

In questo articolo facciamo chiarezza sui punti chiave che ogni direttivo deve conoscere e ti forniamo uno schema di partenza per il tuo Bilancio Sociale.

1. Il Bilancio Sociale: Cos’è, Chi è Obbligato e Fac-Simile

Il Bilancio Sociale non è un semplice rendiconto economico, ma il documento con cui l’ente rendiconta gli impatti sociali, ambientali ed economici generati per la comunità.

Chi ha l’obbligo di redigerlo?

Secondo la Riforma del Terzo Settore, la redazione e il deposito del Bilancio Sociale sono obbligatori per:

  • ETS con ricavi/entrate superiori a 1 milione di euro.
  • Imprese Sociali (incluse le cooperative sociali), a prescindere dal fatturato.
  • Centri di Servizio per il Volontariato (CSV).

Nota per le realtà più piccole: Anche se non ne hai l’obbligo di legge, redigere un Bilancio Sociale è una scelta strategica fondamentale per dimostrare trasparenza a soci, finanziatori e pubblica amministrazione.

📊 Fac-Simile Struttura Bilancio Sociale

Per aiutarti a visualizzare come deve essere strutturato, ecco lo schema di base conforme alle linee guida ministeriali:

SezioneContenuti Principali
1. Nota MetodologicaCriteri utilizzati per la redazione e soggetti coinvolti.
2. Informazioni GeneraliDati dell’ente, storia, mission, governance e mappa degli stakeholder.
3. Persone ed OrganizzazioneNumero di soci, volontari, dipendenti, risorse umane e relative tutele.
4. Obiettivi e AttivitàDescrizione delle attività d’interesse generale svolte e risultati raggiunti.
5. Situazione EconomicaProvenienza delle risorse (pubbliche/private) e prospetto di bilancio integrato.
6. Impatto Sociale & AmbientaleValutazione qualitativa e quantitativa dei benefici generati sul territorio.

2. Norme e Adempimenti: Non Rischiare la Qualifica di ETS

Il Runts (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) ha introdotto regole stringenti. Tra gli adempimenti periodici più importanti rientrano:

  • Deposito dei Bilanci (Esercizio e Sociale) nei termini di legge.
  • Aggiornamento dei dati catastali e societari nel portale RUNTS.
  • Adeguamento statutario constante alle ultime novità legislative.

Ignorare o gestire in modo superficiale questi passaggi mette a rischio le agevolazioni fiscali dell’ente e la permanenza stessa nel Registro.

3. Quote Associative, Iscrizioni e Tesseramento: Attenti ai Formalismi

Un errore molto comune riguarda la distinzione tra soci, tesserati e beneficiari delle attività. La finanza e l’Agenzia delle Entrate prestano un’attenzione maniacale a questi aspetti.

Per evitare contestazioni (come la riqualificazione delle quote in “corrispettivi commerciali”):

  1. Procedura d’iscrizione trasparente: L’ammissione di un nuovo socio deve sempre passare da una domanda formale approvata dal Consiglio Direttivo e registrata nel Libro Soci.
  2. Distinzione delle quote: La quota associativa annua è intrasmissibile, non rivalutabile e non rappresenta il pagamento di un servizio.
  3. Corretta tenuta del Registro Tesserati: Essenziale per le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD/SSD) e gli enti affiliati a reti nazionali per garantire la copertura assicurativa e la decommercializzazione delle entrate.

Vuoi la Certezza di Essere in Regola Senza Perdere la Testa?

Gestire un ente richiede tempo, passione e competenze multidisciplinari. Un errore nella rendicontazione o nella gestione del Libro Soci può costare caro.

Non fare tutto da solo.

Noi di NGS GROUP siamo al fianco di associazioni, enti del terzo settore e cooperative per semplificare la burocrazia e garantire una gestione fiscale e amministrativa impeccabile.

Cosa possiamo fare per te:

  • Redazione e revisione del Bilancio Sociale e d’Esercizio.
  • Audit e check-up normativo per verificare la conformità al RUNTS.
  • Consulenza su tesseramenti, gestione soci e quote associative.
  • Supporto completo negli adeguamenti statutari.

Hai dubbi sulla gestione del tuo Ente?

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